COLLETTIVA 2019

Da sinistra: Romeo Pinna (artista), Katyuscia Carta (curatrice e presidente di CASTIA ART), Mario Mariani (ideatore e sponsor di CASTIA ART), Elena Achilli (artista), Francesco Cossu (artista), Alessandro Murgia (exhibition designer della mostra), Carlo Antonio Borghi (artista), Paola Falconi (artista e vicepresidente di CASTIA ART), Andrea Forges Davanzati (artista), Cristian Castelnuovo (artista e fotografo ufficiale di CASTIA ART).

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COLLETTIVA 2019.

 

Ovvero, 50 m lineari di parete, per un totale di 150 m², in cui 9 artisti hanno deciso di confrontarsi sul tema del paesaggio; ciascuno attraverso il proprio mezzo espressivo d’elezione: pittura, scultura, disegno, fotografia, video, scrittura.

 

Il visitatore è invitato a compiere un viaggio di esplorazione dei paesaggi esposti.

 

Lungo il percorso, incontrerà così una foresta di corbezzolo carbonizzato da un recente incendio nel Sulcis, racchiusa in tre cubi di quercia ad opera di Andrea Forges Davanzati che dialoga con le cinque foreste bidimensionali e tricolori, raccontate dai segni grafici di Francesco Cossu.

 

Sono paesaggi interiori o, meglio, interiorizzati quelli riportati negli acquarelli e nelle opere grafiche di Paola Falconi. Le forme si ispirano alla natura: il cerchio solare, le rotondità materne e legate alla trasmissione della vita. I colori sono, invece, proiezioni dello spirito che si esprime forte e liberissimo da qualsiasi costrizione.

Le tele di Veronica Paretta sono il resoconto di tutto ciò che il quotidiano percorrere i suoi itinerari cittadini le ispira in termini di pensieri e di emozioni. Si tratta di cinque pagine di diario e quattro brevi note, trasposte con irruenza e spontaneità in olio, pastelli e acrilico spray su tela.

 

Il paesaggio di Cicci Borghi è racchiuso in una piccola valigia che non ha però la funzione di circoscrivere la sua forza creativa, ma di trasportarla ed offrirla al visitatore che vorrà fermarsi ad ascoltarla. Marilisa Piga ci propone una serie di opere, ispirate al suo progetto Lunàdigas, che utilizzano il linguaggio della grafica e del disegno per condurci all’interno di un paesaggio umano dove è lecito ed interessante osservare e capire al di là di qualsiasi giudizio.

 

Romeo Pinna utilizza materiali naturali e locali per condurci in volo sopra i paesaggi della nostra terra come le saline, lo stagno, il campidano, sintetizzati nelle sue opere attraverso la linea e il colore.

 

Elena Achilli ci consente prima di specchiarci nel ruolo di spettatori nella sua opera “Spectators” e poi di osservare quattro piccoli frammenti di paesaggio, di cui colpisce la pastosità materica del colore che sembra voler sfuggire alla condizione bidimensionale della tela.

 

Ci guida verso paesaggi lontani Cristian Castelnuovo. Il luogo fisico è la terra dei “Warli” in India, raccontata attraverso l’opera di Jivya Soma Mashe e gli scatti fotografici dello stesso Castelnuovo ad esse ispirati. Tuttavia, il viaggio non si conclude nello spazio fisico dei paesaggi raccontati e descritti dalle opere. La vera meta verso cui Cristian Castelnuovo vuole condurci è lo stato interiore, la dimensione spirituale di ogni suo incontro con Jivya Soma Mashe.

 

Il mio invito, come curatrice di questa Collettiva, è quello di percorrere l’itinerario della mostra con la mente del viaggiatore: aperta e curiosa; perché l’arte non è fatta per essere giudicata ma compresa.

 

                                                                                                         

© Katyuscia Carta

"Collettiva 2019" è un evento promosso e sponsorizzato da

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