ELENA ACHILLI - LASCIA CHE TI PARLI DEI VENTI

mostra personale a cura di Katyuscia Carta 

Lascia che ti parli dei ventiStefano Raccis
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Elena Achilli, artista toscana, vive e lavora in tutto il mondo esponendo in numerose gallerie in Italia, Spagna, Antigua, San Francisco, New York and Philadelphia.

Elena Achilli proviene da una formazione artistica e dopo un breve periodo trascorso a Roma, si laurea e specializza presso l’ISIA di Urbino, dove sperimenta tecniche di stampa d’arte, manipolazione di materiali di recupero, illustrazione, grafica e fotografia. 

Terminati gli studi, inizia a produrre illustrazioni scientifiche per alcune importanti case editrici ed alcuni dei suoi dipinti divengono copertine di libri. Si è occupata per anni di grafica, fotografia e comunicazione per poi ritornare alla sua passione: la pittura, che già dalla tenera età di 4 anni l’attraeva.

Elena ha ricevuto importanti commissioni dal settore privato e dalle istituzioni. Negli ultimi anni ha prodotto alcuni fortunati sketch legati al mondo velico dell'America's Cup (competizione sportiva internazionale)

Nei dipinti di Elena si possono trovare una varietà di tracce di un percorso che narra uno scambio costante, un gioco d’intuizioni tra il suo spirito ed i luoghi abitati, le sue opere descrivono la bellezza ritmica e cromatica arricchita da importanti contenuti metaforici.

È il dato cromatico ad attirare lo spettatore di fronte alle opere di Elena Achilli, così come sono i dettagli a trattenerlo a lungo davanti ad esse.

Ogni sua opera si presta ad essere scansionata, svelando contenuti ed emozioni man mano che il nostro occhio esamina i piani di cui è composta. Come l’archeologo nello scavo stratigrafico scopre e registra le tracce lasciate da antiche culture, così lo spettatore è invitato a decifrare gli elementi scelti dall’artista per fermare sulla tela frammenti del suo vissuto.

 

Il primo strato è senz’altro il colore, steso a spatola, rappresenta la base emotiva su cui si inseriscono le figure, trasposizione pittorica di fotogrammi rimasti impressi nella retina dell’artista durante il suo spostarsi e vivere in contesti geografico-culturali molto differenti. La scrittura arriva per ultima sulla densa superficie tela, ma ha origini profonde nella poetica dell’artista, ed è perciò imprenscindibile.

 

Si tratta di opere ricche e ben bilanciate, nulla è lasciato al caso. Non ci sono forzature, per un effetto finale da cui traspare spontaneità e perizia allo stesso tempo.

Le tele di Elena Achilli si pongono come promemoria del fatto che le possibilità con cui la nostra immaginazione risponde al mondo sono vastissime, perché non esistono due persone, due giorni, ore o minuti identici l’uno all’altro.

Niente di ciò che compare è perciò connotato semanticamente in modo immutabile, si tratta piuttosto di elementi che possono evolvere in significato a seconda del tempo, della circostanza, dello stato d’animo di chi osserva.

Il loro scopo è quello di intessere una conversazione con lo spettatore, invitandolo a condividere uno spazio e lasciandolo libero di scegliere se viverlo come un dialogo, una discussione, una sfida o un’ispirazione.

 

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